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Le responsabilità dei popoli Guido Contessa, 2025 La democrazia è nata come conquista dei popoli che prendevano
nelle loro mani il destino, attraverso la elezione dei rappresentanti.
I capi diventavano "delegati" degli elettori. E il delegato
non è responsabile se non per il tradimento della delega,
e può in ogni caso essere destituito. La democrazia ha dato il potere, quindi la responsabilità, ai popoli ma ha creato un paradosso. Malgrado il popolo abbia il potere tramite il voto, non si assume mai la responsabilità. I capi politici restano responsabili delle loro azioni o omissioni politiche, non se tradiscono la delega, ma anche se la eseguono letteralmente. Hitler non è stato il creatore del nazismo, bensì
il nazismo ha creato Hitler, che ha ottenuto la maggioranza in Parlamento
grazie al voto. Le idee eugenetiche e razziste, non sono nate col
Mein Kampf, ma avevano grande successo da decenni in Gran Bretagna,
negli Usa e in Germania. Il dittatore affermò spesso di essersi
ispirato alla genetica e al razzismo statunitense. Le politiche
di Hitler, da quelle belliche a quelle razziali, era ben note e
appoggiate dalla grande industria tedesca e americana, dai banchieri
ebrei, dagli oligarchi della burocrazia e dell'esercito, dagli scienziati,
e dai milioni di tedeschi che riempivano le piazze e deliravano
al passaggio del Fuhrer, applaudendo ogni suo discorso. Quando i
tedeschi derubavano le opere d'arte di tutta Europa (molte delle
quali mai restituite), e quando accumulavano beni di valore strappati
agli ebrei e denti d'oro strappati dopo le camere a gas, erano centinaia
i tedeschi soldati, civili e burocrati conniventi. Qualcosa di simile è accaduto per Mussolini, arrivato al potere con il voto della maggioranza degli italiani e col timbro del re. Talmente adorato da far firmare a eminenti "scienziati" il suo Manifesto della Razza. C'è stata la Resistenza che ha coinvolto non più di 300.000 italiani, cioè il 7% della popolazione del tempo. Incredibilmente la narrazione post-bellica ha assegnato tutto il male ai dittatori, e il ruolo di vittima innocente ai popoli. I tedeschi, dopo avere appoggiato ben due guerre mondiali oltre che l'orrore dei lagers, se la sono cavata immolando sulla forca meno di una decina di gerarchi e difendendo a spada tratta tutti i criminali nazisti condannati dall'Italia. Il popolo tedesco è diventato un baluardo dell'Europa, considerato del tutto irresponsabile dei crimini cui ha contribuito con entusiasmo. Gli italiani si sono dati un'immediata venginità indossando per metà la camicia rossa e per metà lo scudo crociato. Appesi per i piedi a Piazzale Loreto i pochi colpevoli del disastro fascista, tutto è tornato normale e il popolo italiano è riuscito considerarsi e a farsi considerare una vittima. Gli autori del Manifesto della Razza, sono tornati in carriera come "scienziati" e maestri dei maestri dei novelli telescienziati. Il regicidio è stata quasi una moda dalla rivoluzione francese in poi. Pur essendo un crimine odioso aveva un'ombra di razionalità. Uccidere il sovrano o il capo, mai scelti dal popolo, significava estirpare il male che producevano. L'arrivo delle democrazie ha sancito la responsabilità degli elettori, per le malefatte politiche degli eletti che mettono in pratica i mandati ricevuti col voto. I Presidenti americani sono sempre stati eletti attraverso una
maggioranza del popolo, il che significa che ogni barbarie compiuta
dalla Casa Bianca è nella responsabilità degli elettori
americani. Dire che il tal Presidente è un sanguinario o
il talaltro un neo-fascista, significa affermare che il popolo che
li ha eletti è sanguinario e neo-fascista. La democrazia ha segnalato che il re è nudo, e che i popoli sono i responsabili dei peggiori governanti della Storia, malgrado cerchino sempre un capro espiatorio. Se golpisti perchè non hanno saputo reagire, se democratici perchè li hanno eletti. |
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