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Summerhill:
provocazione o pedagogia del futuro?
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- 4 di Maria
Amato
3.
L'autoeducazione dell'uomo
La concezione educativa
di Neill, rifacendosi a Rousseau, si basa sulla bontà originaria
della natura umana. Il bambino, sostiene Neill con forza,
è naturalmente orientato verso forme positive di comportamento
e crede che non nasca codardo, automa senzanima, bensì
provvisto di un atteggiamento potenzialmente ricco di amore
e di interesse per la vita. Ciò che possiamo scorgere in
lui di negativo non è un tratto naturale, ma una deformazione
prodotta dalla nostra errata mentalità adulta. Noi adulti
riteniamo erroneamente che il bambino sia egoista ma Neill
con il termine egoismo vuol dire dominio dellinteresse,
del desiderio, del principio di piacere.
Un altro presupposto
indispensabile nella sua concezione pedagogica è linfanzia
come mondo del gioco. Per assicurare una crescita sana e
felice al bambino è necessario incoraggiare il gioco e la
finzione. Neill distingue nettamente il gioco dal lavoro
e rifiuta i meccanismi montessoriani o alla Caldwell Cook,
che cercano di imporre il lavoro al bambino attraverso il
gioco. Nel gioco i bambini possono azionare la fantasia,
a differenza del lavoro che presenta finalità generali (ad
esempio il lavoro degli adulti lo è) che il bambino non
capisce perché non può. Infatti quando Neill mette i bambini
a scavare buche per terra per settimane, riesce nel suo
intento e i bambini si impegnano con energia; quando pretende
invece da loro di piantare le rape nellorto non ottiene
collaborazione. A prova del fatto che la fantasia del bimbo
lavora meglio quando fa appiglio a cose reali e concrete
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